13 gennaio 2019

Le cinque storie della vita

ENRICO FINK parla di LE CINQUE STORIE FERRARESI
Domenica 13 gennaio 2019, ore 11:00

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CINQUE STORIE FERRARESI

Questa splendida raccolta di racconti (Lida MantovaniLa passeggiataprima di cenaUna lapide in via MazziniGli ultimi anni di Clelia Trotti e Una notte del ’43) valse a Giorgio Bassani il Premio Strega 1956. In comune le “cinque storie” hanno una sorta di dolente consapevolezza e l’ambientazione indimenticabile: Ferrara, cittadina di provincia che qui assurge a simbolo di un’intera nazione, avvolta dal pesante panneggio scuro del fascismo. Bassani ci porta nell’animo di questa gente, “per il resto, quasi sempre per bene”: la ragazza madre Lida Mantovani; il dottor Elia Corcos in perenne scontro con la moglie; il sopravvissuto al lager Geo Josz; la vecchia socialista Clelia Trotti, lasciata morire in carcere… Storie diverse eppure vicine, accomunate dalla difficoltà con la quale i protagonisti si adattano a una provincia italiana che da un lato consola, dall’altro respinge qualunque cosa non le sia propria. Persone comprese.

Giorgio Bassani, scrittore, critico, redattore e collaboratore di importanti riviste letterarie, è stato per un periodo anche vicepresidente della Rai.
Trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Ferrara, che resta per sempre nel suo cuore e diventa teatro delle sue creazioni letterarie.
Partecipa alla Resistenza e, dopo la guerra, si dedica alla vita culturale come narratore e poeta.
Nella sua veste di direttore editoriale, scopre “Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa. Dopo la pubblicazione di “Cinque storie ferraresi e de “Gli occhiali d’oro, Bassani raggiunge un grande successo di pubblico nel 1962 con quello che è considerato da più parti il suo capolavoro, “Il giardino dei Finzi-Contini.
Nel 1974 esce “Romanzo di Ferrara”, che ne raccoglie l’intera opera narrativa. Tra le sue raccolte poetiche “Storie di poveri amanti e altri versi” (1946) e “L’alba ai vetri” (1963).
Muore nel 2000 a Roma, dopo una lunga e penosa malattia. È sepolto, per sua volontà, a Ferrara, nel cimitero ebraico di via delle Vigne, vicino alle mura di cui, come Presidente di “Italia Nostra”, ha promosso il restauro.

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