02 febbraio 2020

I ragazzi della Via Pal

E non avevano più paura, perché sentivano di essere ormai impegnati nel combattimento. Questo accade anche ai veri soldati, nelle vere battaglie: fino a tanto che non incontrano il nemico, ogni cespuglio li impaurisce; ma, quando sentono fischiare le prime pallottole, prendono coraggio, si esaltano e dimenticano che stanno per lanciarsi forse verso la morte

SILVAN parla di I RAGAZZI DELLA VIA PAL
Domenica 02 febbraio 2020, ore 11:00

viapal

I ragazzi della Via Pal

Budapest, primavera del 1889; tra le vie di questa città, e in particolare nella via Pál, va in scena la “guerra” tra due bande di ragazzini della scuola media: entrambe vogliono avere il predominio su un terreno libero per poterci giocare.
Una rivalità che si basa su regole e leggi che i ragazzi si sono costruiti, regole lontane dal mondo degli adulti, regole dove coraggio e lealtà sono alla base di tutto.
Una storia dal sapore dolce-amaro, dove il gioco e le sue conseguenze sono una scuola di vita, vita che comprende anche le lacrime.
Una storia che non ha un lieto fine e che sa commuovere, che ci porta a combattere a fianco di questi ragazzi che sono pronti a dare la vita per quello che considerano il loro tesoro più prezioso.
L’autore è abile nel tracciare il carattere di ogni ragazzo protagonista della vicenda e a chi legge pare di conoscerli da sempre.
Ogni ragazzino ha i suoi pregi e i suoi difetti, ma tutti cercano di conquistare quello che per loro è il simbolo dei loro sogni.
Personaggio memorabile è quello di Nemecsek, il ragazzino più piccolo di tutti che però crede in quello che fa più di tutti: la sua commovente storia, che insegnerà ai ragazzini ad andare oltre la rivalità e che a volte un atto eroico può essere vano.
Una storia per ragazzi, insomma, che però non rinuncia alla profondità e a lanciare qualche messaggio importante per l’esistenza.

Ferenc Molnár è stato uno scrittore, drammaturgo e giornalista ungherese di origine tedesco-ebraica.
Pubblicò diversi romanzi, novelle e drammi per il teatro. Si trasferì da Budapest negli Stati Uniti poco prima del secondo conflitto mondiale a causa dei pogrom, restandovi fino alla morte. Si sposò tre volte e la sua vita sentimentale fu parecchio tumultuosa, se non infelice.
La sua opera complessiva, ispirata ad autori come Luigi Pirandello, Oscar Wilde, George Bernard Shaw, ma dotata di un certo carattere personale, si distingue per un profondo senso critico verso i prepotenti e gli arroganti. Specialmente nei suoi lavori più conosciuti si denota, appena celata dietro dialoghi e situazioni non privi di umorismo, un’accorata partecipazione alle vicende di figure umane oppresse da ingiustizie sociali.
Molnár ebbe ancora giovane una subitanea notorietà: dopo la pubblicazione del racconto Danubio blu (uscito nel 1902 con titolo differente), nel 1907 venne rappresentato il suo dramma Il diavolo (1907) e successivamente furono messe in scena altre sue commedie fra cui, nel 1909, il poema scenico Liliom e, nel 1925, Il cigno e Giochi al castello, meta-rappresentazione di uno spettacolo di attori.
Molte sue opere sono state adattate da celebri autori, fra cui Tom Stoppard, P. G. Wodehouse e Arthur Miller, sia per il cinema che per il teatro e la radio.

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