17 maggio 2020

IL CORAGGIO DEL PETTIROSSO

La rivoluzione è una domanda che non finisce mai di essere formulata.

NERI BINAZZI parla de IL CORAGGIO DEL PETTIROSSO
Domenica 17 maggio 2020, ore 11:00

 

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pettirosso

IL CORAGGIO DEL PETTIROSSO

Saverio, il protagonista, è figlio di un fornaio anarchico di Alessandria d’Egitto. Saverio è cresciuto con la passione della libertà e con la nostalgia per il paese degli antenati. La morte del padre costringe il protagonista ad affrontare la sua confusa identità, le sue radici. Parte per un suo viaggio di iniziazione, dal deserto, alla città, dal presente a un oscuro e misterioso passato. Da questo racconto fatto di dolci asprezze liguri-toscane, emerge l’unico vero paese dell’anima: quel desiderio di libertà che è come il tenace volo del pettirosso. Quello del pettirosso è un coraggio umile e testardo. La malattia immobilizza Saverio ma è proprio da questa condizione che il personaggio riafferra il filo perduto della sua esistenza e dei suoi progenitori, e intreccia eventi che da Alessandria d’Egitto (città di esuli, di anarchici, di sognatori) lo portano indietro ai fantasmi che allacciano poesia e anarchia.

Maurizio Maggiani è nato da famiglia umile, ha svolto innumerevoli lavori e terminati gli studi ha insegnato per un anno nel carcere di circondariale di La Spezia (1975-76).
Dopo molti mestieri è approdato alla letteratura negli anni Ottanta pubblicando nel 1989 il primo romanzo, a sfondo autobiografico, Màuri, Màuri, caratterizzato da un linguaggio composito, ricco di termini dialettali mescolati a vocaboli colti. Con Il Coraggio del pettirosso (1995) ha vinto il Premio Viareggio e il Premio Campiello; con La Regina disadorna (1998) ha vinto il Premio Alassio e nel 1999 il Premio Stresa di narrativa e il Premio Letterario Chianti. Nel 2005 ha vinto, con il romanzo Il viaggiatore notturno, i premi Ernest Hemingway e Parco della Maiella e il Premio Strega.

Oltre all’attività di scrittore collabora con alcune testate: cura una rubrica del quotidiano genovese «Il secolo XIX» e scrive per «La Stampa».

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