14 aprile 2019

I LIBRI DELLA VITA

Per chiudere in bellezza la fortunata rassegna Il Libro della Vita di questa stagione, due ospiti di grande spessore: lo scrittore fiorentino Marco Vichi e il noto giallista della letteratura italiana Carlo Lucarelli dialogheranno su molti temi che riguardano la letteratura.
Il migliore dei modi per concludere una stagione che ha reso davvero fieri gli organizzatori della rassegna, nota ormai nel panorama nazionale per l’enorme affluenza di pubblico, dato in assoluta controtendenza per gli eventi che riguardano la lettura.

CARLO LUCARELLI E MARCO VICHI
Domenica 14 aprile 2019, ore 11:00

14 aprile 2019

Carlo Lucarelli nasce a Parma, studia presso il Liceo Classico Torricelli di Faenza; il suo esordio letterario avviene con il giallo Carta bianca del 1990, il primo di una lunga serie di noir a sfondo poliziesco, genere per il quale è conosciuto anche all’estero. Tra gli altri, ricordiamo Almost Blue, suo bestseller da cui è stato tratto anche un film e il romanzo giallo-noir Laura di Rimini (2001). Ha collaborato con Dario Argento alla sceneggiatura del film Non ho sonno (2001). Scrive anche per diversi giornali o riviste (il manifesto, L’Europeo, Il Messaggero, L’Unità, xL) ed ha vinto numerosi premi letterari.
Si è occupato di molteplici attività: per la televisione è stato autore di un programma condotto da Adriano Celentano, e per il fumetto ha firmato il soggetto del n.153 di Dylan Dog (La strada verso il nulla). Dal 1999 conduce Blu notte – Misteri italiani (nella prima edizione si chiamava Mistero in Blu), programma in onda su Rai 3 in prima serata che analizza in modo approfondito fatti di cronaca, indagini su disastri e su omicidi seriali dell’ultimo cinquantennio della storia italiana.
Ha anche scritto la sceneggiatura per numerosi spettacoli di Feste medievali: La gabbia della dannazione eterna (1996) e Belfagor, ovvero la vanità del Diavolo (2002), entrambi rappresentati alle Feste medievali di Castrocaro, e Korn lo sfracello di Dio (2006), alle Feste medievali di Brisighella.
Ha fondato con Alda Teodorani e Loriano Macchiavelli il “Gruppo 13” un’associazione di scrittori di romanzi gialli della Romagna e cura la rivista telematica: Incubatoio 16. Insegna anche scrittura creativa alla Scuola Holden a Torino e nel carcere Due Palazzi di Padova. Dopo l’esperienza di insegnamento alla Scuola Holden ha fondato insieme a Giampiero Rigosi, Michele Cogo e a Beatrice Renzi la scuola di scrittura Bottega Finzione presso Bologna. Dopo un breve periodo di pausa, nel 2006 è ritornato in televisione, ideando la fiction L’ispettore Coliandro (diretta dai fratelli Manetti), e con Milonga Station. Nel 2008 è andata in onda una serie di quattro film tv tratti dai romanzi de Il Commissario De Luca.
Nel 2008 ha pubblicato per Einaudi il romanzo storico L’ottava vibrazione. Ha fondato Bottega Finzioni, una scuola di scrittura creativa (sezioni: Fiction, Non fiction, Letteratura, Produzioni per Bambini e Ragazzi). Nello stesso anno, insieme a Paola De Martiis, ha firmato uno spettacolo teatrale rappresentato a Cracovia il 27 gennaio 2008, diventato poi un documentario in onda su Rai Tre, Un treno per Auschwitz: un viaggio nella memoria e per la memoria della Shoah, organizzato dalla Fondazione ex campo Fossoli che, ogni anno, si rivolge principalmente a circa 600 studenti delle scuole superiori della provincia di Modena. Lucarelli ha viaggiato con gli studenti partendo dalla stazione ferroviaria di Carpi, da dove oltre 70 anni fa partivano i treni per Auschwitz.

Marco Vichi scrive su riviste e quotidiani locali ed è stato il curatore di antologie come Città in nero e Delitti in provincia.
Nel 1999 ha realizzato per Radio Rai Tre alcune puntate del programma “Le Cento Lire”, dedicate all’arte in carcere. Ha esordito con numerosi racconti pubblicati su svariate riviste italiane. Nello stesso anno, Vichi pubblica il suo primo romanzo, L’inquilino. Di questo romanzo, Vichi scriverà una sceneggiatura insieme all’amico Antonio Leotti.
Tabernacolo citato nel romanzo “Morte a Firenze” (per l’iscrizione “Omne Movet Urna Nomen Orat”), situato nei pressi dell’Abbazia di San Cassiano (Montescalari)
Nel 2002, con Il Commissario Bordelli, ha fatto la sua prima apparizione il commissario protagonista di una serie di polizieschi ambientati nella Firenze degli anni sessanta. Ha anche allestito spettacoli teatrali e curato sceneggiature televisive, tenuto laboratori di scrittura in diverse città italiane e presso l’Università di Firenze.

Per approfondire

Start typing and press Enter to search